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Autunno...Autunno neonato
Le gocce frantumano e frugano il terreno il sorriso si scioglie, i sogni rimangono come una fitta nebbia senza ansia d'andarsene chè il minimo raggio caldo è prezioso quando il gelo inizia a scavare
il cielo nero incupisce il mattino ma è già tramonto? le pallide foglie a terra inerti il buio soffuso d'una stagione che soffre abbandonandosi al destino i freddi visi tesi e all'erta
ma dov'è il sole?
solo una melodia lontana (o vicina?) ricama il disegno di un tiepido sole come il volo ultimo d'una farfalla
aleggia un istante nell'aria strappando un sorriso poi si scioglie nel vento.
Marghy NotteLe stelle splendevano come fiaccole d'argento poggiate sul firmamento, come se chi fosse passato lassù avesse lasciato accesi falò lungo la sua via, per illuminare la strada degli erranti che si perdevano in terra. Per non farli sentire soli, lungo i cammini solitari e le lunghe veglie d'attesa. Per rasserenarli, e per sciogliere un poco il loro cuore di uomini abituati alle sofferenze della vita. La luna quasi piena carezzava con dolcezza la valle, sfiorava la campagna, danzava con leggerezza e grazia sul grande lago, e sfarfallava sui rami degli alberi e sulle foglie, spargendo a manciate la sua brillante polvere lunare. Si distinguevano benissimo i tetti e le mura delle case, e qualche luminoso riflesso di piazza o via, imperlati e ricamati come se li aspettasse una danza, una danza stellata.
Il sottile vento profumato di primavera non mancava di far sciogliere e cantare le piante, e intrecciandosi con la luce lunare e con la terra addormentata, pennellava in ogni momento un paesaggio d'incanto, ove ogni sensazione era unica e si scioglieva in quella più vicina. In una notte simile si riuscivano ad immaginare le fate giocare attorno agli archi di pietra, cogliendo polvere di Luna e suonando e ballando come se quello fosse il loro ultimo istante di vita. Si potevano quasi vedere, nei loro sottili vestiti di ragnatele d'argento, adornate di petali di fiore e di gocce di rugiada, mentre quasi non si vedevano nella loro rapidità di movimenti... si poteva solo afferrare il brillare delle loro ali, che rapidissimo si nascondeva e ricompariva tra gli alberi. Quella notte la piazza degli archi doveva sembrare un tappeto di stelle... E la costa? Come doveva essere stare in riva al mare, accarezzare la sabbia e annegare nella bellezza di quella notte... oppure sedere a prua di una piccola barca, e lasciare che il mare avvolgesse senza aver timore tutta la vita, lasciando che addormentasse i brutti pensieri, che addolcisse i tristi ricordi, e che... le mancava, il mare.
Ma ora basta con i tristi ricordi... a volte le notti magiche possono esser così belle da far male. Lasciò aperte le lunghe tende ricamate, e richiuse la finestra. Destatevi, ora, sogni miei, e abbracciatemi finchè alba non ritrasformi il giorno in luce. Marghy |
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