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    Danza stellare

    Danza Stellare

    La sera stilla leggera il mio riso
    E la prima placida stella è poesia
    Canta parole che il tempo ha già deciso,
    Suoni remoti che non si andranno più via.

    Luna benigna, stanotte hai arriso 
    Io mi delizio della tua compagnia
    Mi specchio in te come il fu bel Narciso
    E sono presa da una delicata follia.

    Il velo buio canta pieghe antiche
    Sciogliendo in danze i vagiti senz'ali
    E i nostri sguardi son dita mendìche,

    Verso le stelle, remote vestali.
    Porgiamo a loro le nostre fatiche!
    Che corrano al vento, e sian madrigali.

    Marghy





    Il mio primo sonetto

    Fragile

    Al levar d'aurora mi piego in canto
    Fragile, alzo a luce ridente
    Le tristi, pure sfere del mio pianto
    Donando cuore alla notte morente

    Dalla fulgida luna ricamo un manto
    Con cui ora mi nascondo, reo vilmente
    E soffre il mio sospiro, e così tanto
    Che il cuore si brucia di sangue ardente.

    Non vi è vita e non vi è più cielo
    Che abbia virtù di scoprire nel fondo
    Il grave suono dell'amore caduto

    L'inverno sa e partecipa al mio gelo
    Essendo vuota in lui io mi confondo
    Perchè il calore già da tempo è perduto.

    Marghy







    Senso

    Prendendo fiato dal tempo
    l'aria si disegna in frantumi di specchi
    e volgendo gli sguardi al mezzogiorno
    esplode l'incandescenza.

    Il vivido calore conforta se stesso
    e avvampa in questo suo gesto
    ed arride e sorride con passione
    incendiando il vento turbinoso.

    La musica incenerisce  il buio,
    e la morte non fa più paura.

    Oggi abbraccia la vita
    e ne compie il senso.

    Marghy









    Penso sia l'aria

    Distruggendo i ponti col passato
    (quanto tempo)
    cerco una via per sfuggire da te.

    Ma tu mi raggiungi.


    Penso sia l'aria
    che possiedi e tramite lei vai ovunque

    e fin qui arrivi


    E i sogni
    che dire dei sogni

    (possiedi anche i sogni?)

    sono saturi della tua bellezza, e delle mie speranze.


    Non ti è mai stato difficile
    trovarmi.


    anche ora,
    che non dovresti più esistere.


    Si, in fondo
    penso sia l'aria, che tu possiedi.

    Perchè anche l'inverno odora di te.

    Marghy



    Odi et amo

    Odi et amo. Acqua. Perchè non c'è nulla al di la di te. Perchè al di là di te c'è solo la morte, o il nulla. Perchè sei tutto quello che io rinnego, ma allo stesso tempo sei me, e di me ti nutri.  Sei la mia rabbia, il mio nero furore, il mio cieco odio e il mio desiderio di vendetta, sei la parte peggiore di me. Sei la privazione, l'assenza, la mancanza d'aria, la mancanza di vita. Eppure senza di te la vita non può essere ed avere un senso.

    Sei la mia lotta alla follia, acqua. La mia ricerca di un senso nella disperazione. Perchè quell'immergere il viso nelle profondità senza ossigeno, senza cui l'umano muore, quella spinta cieca delle braccia verso qualcosa di cui senza si ci spezza, quello scopo innato, quella lotta primordiale, umana, verso l'aria, verso la fonte di vita da cui ci si priva, ecco, è quella la rinascita. La lotta contro la morte. La lotta per respirare. Lo sforzo per potersi riempire i polmoni di speranza, al di là della pazzia. Lo sforzo che vince il terrore della morte, che sfida la paura stessa senza essere sicura di quel che sarà.

    Aria. Acqua. Aria. Acqua. Aria. Acqua.

    Odi. Perchè non mi lasci altra scelta che aggredirti. Perchè mi sfidi, placida, tranquilla, sfacciata, crudele, perchè mi sfidi a mollare e a cedere alla stanchezza e alla mancanza d'aria. Perchè mi privi di tutto quello che sono, materia, tatto, odore, sapore, non sei nulla. Eppure mi possiedi. Mi possiedi, e mi vuoi vedere sconfitta.

    Amo. Perchè sei la mia vittoria, la mia rinascita continua ed eterna, perchè dai senso e scopo innati ai miei gesti e ai miei movimenti, perchè mi dai un motivo di lottare. Da te e per te la mia vita finisce, ed inizia. Muoio in te quando la fatica mi spezza, e raggiungo il limite dove nulla ha piu senso e la voglia di cedere aggredisce. E rinasco, quando il limite è spezzato e arrivo oltre. Oltre l'arco. Come il primo respiro da neonati. Non si sarà piu come prima.

    Acqua. Sei la mia eterna contraddizione. E' per questo che ti odio, e ti amo.

    Marghy



    http://www.abdn.ac.uk/~aus018/images/swim.jpg